Quatre Bras
Salvati da Kellermann
Quatre Bras 16 giugno 1815
Scenario storico giocato il 22 di febbraio 2003 in dodici turni: 14.30 - 20.30.
- Maresciallo dellImpero Ney (Francia): Fabio Zidaric
- Generale Gerolamo Napoleone (Francia): Gualtiero Grassucci
- Lord Wellesley, duca di Wellington (alleati): Daniele Righetti
Per l'ordine di battaglia vedi lo scenario per la battaglia di Quatre Bras. Di questa battaglia ci sono anche le foto disponibili tra gli album fotografici della Lu(ri)doteca all'indirizzo http://it.photos.yahoo.com/gualty61.
Sorpresi dalla improvvisa e rapida avanzata di Napoleone gli alleati si trovarono, nei giorni immediatamente precedenti Waterloo, divisi e, soprattutto gli inglesi, dispersi su un territorio piuttosto vasto. L'imperatore ne approfittò per insinuarsi abilmente tra i due eserciti: il primo, quello
composto da inglesi, olandesi, belgi e tedeschi, più a ovest; il secondo, quello
prussiano, ad est. Mentre il grosso delle truppe francesi impegnava duramente i prussiani
presso Ligny e Sombreffe, Ney, al comando dell'ala sinistra francese, aveva ordine di
conquistare senza indugi il crocevia di Quatre Bras, di importanza cruciale per i
collegamenti delle due ali dell'armata di Francia.
Per assolvere a questo compito Ney aveva ai suoi ordini il secondo corpo
d'armata francese, comandato dal conte di Reille, che contava tre divisioni di fanteria,
in tutto 15.000 soldati, una divisione di cavalleria leggera (1800 uomini) e 32 cannoni.
Reille era appoggiato da una divisione di cavalleria pesante del corpo di Kellermann,
altri 2.200 cavalieri. In totale, circa 19.500 uomini di qualità omogenea e con il morale
piuttosto alto.
Dall'altra parte Wellington aveva dislocato in tutta fretta la legione del duca di
Brunswick (4000 fanti, 960 cavalieri ed otto cannoni) per difendere Quatre Bras mentre la
seconda divisione belga-olandese, più o meno della stessa entità dei tedeschi di
Brunswick, presidiava il bosco di Bossu: a mezzogiorno del 16 giugno solo diecimila uomini
tenevano le posizioni alleate ma il generale Picton (7.700 fanti e otto cannomi), con lo
stesso Wellington, ed il generale Alten (altri 5.000 soldati e otto cannoni) avanzavano a
marce forzate verso la zona dello scontro; più lontano ancora Cooke pungolava la guardia
perchè accelerasse il passo. Il problema degli alleati non era solo la scarsa
concentrazione delle forze ma anche la notevole disomogeneità delle truppe.
Lo schema tattico francese concordato da Ney con i suoi subalterni era pregevole: le divisioni di Foy e
Bachelu avrebbe investito direttamente Quatre Bras con un attacco violento e frontale
mentre Gerolamo (Jerome) Bonaparte e Piré avrebbero avuto il compito di rastrellare il
bosco di Bossu ad ovest della cittadina e di impegnare gli olandesi impedendo di
soccorrere Brunswick. Sull'ala destra francese, invece, la cavalleria pesante di
Kellermann avrebbe tentato un ampio movimento aggirante con il duplice scopo di prendere
Quatre Bras alle spalle e di impegnare eventuali rinforzi britannici provenienti da
Bruxelles.
Da parte alleata si aveva al contrario ben poca possibilità di manovra: il duca di
Brunswick aveva spiegato la sua fanteria poco a sud della cittadina, in posizione forse
troppo esposta, mentre il generale Perponcher teneva i suoi olandesi appena a nord del
bosco di Bossu in posizione tale da opporsi ad un aggiramento da ovest e, se necessario,
da prestare soccorso ai soldati del duca. La speranza negli alleati, decisamente inferiori
per numero ed addestramento, era riposta nei rinforzi in avvicinamento.
i francesi sanno di non avere tempo, devono assolutamente prendere Quatre Bras nel più breve tempo possibile: alle 14.30, al segnale di Ney, Foy e Bachelu investono le truppe di Brunswick dislocate nei campi a sud di Quatre Bras. La spinta iniziale dei francesi è terribile, 24 cannoni scaricano sulla
fanteria ducale un uragano di fuoco mentre le colonne francesi avanzano in perfetto ordine
e magnificamente coordinate dai loro comandanti. L'abilità di Foy è stupefacente, riesce
a manovrare con 4.000 uomini in uno spazio ristretto senza mai perdere l'appoggio
dell'artiglieria; alla sua sinistra Bachelu avanza costeggiando il bosco e impegnando gli
avversari.
Il combattimento è aspro, il duca di Brunswick si difende con tenacia, i
suoi uomini subiscono perdite inimmaginabili nelle prime due ore di battaglia (le perdite
nelle file di Brunswick assomerranno a più di tremila uomini al termine della giornata)
contendendo il terreno ai francesi palmo a palmo. Troppo grande, però la sproporzione
numerica e alle 16.00 il 92° ed il 93° reggimento di fanteria di linea di Foy travolgono
le ultime resistenze, costringendo ad una fuga disordinata la fanteria leggera e gli jager
di Brunswick, ed entrano a Quatre Bras.
L'ostinato duca di Brunswick non si perde d'animo, riordina due battaglioni di fanteria
di linea e li lancia su Quatre Bras prima che i francesi abbiano tempo di riorganizzarsi.
I tedeschi si fanno strada casa per casa cacciando i francesi alla baionetta da ogni
vicolo. È una vittoria esaltante: i fanti avversari devono fuggire precipitosamente
abbandonando, oltre alla posizione, anche otto cannoni da dodici libbre che i fanti di
Brunswick si affrettano a distruggere.
Ney è seriamente preoccupato: l'attacco francese sembra aver già perso lo slancio
iniziale ed il piano non sembra svolgersi secondo quanto stabilito: sul fianco destro
dello schieramento la cavalleria di Kellermann ha trovato difficoltà impreviste
nell'attraversamento del fiume ad ovest del Pond e dall'altra parte Jerome
Bonaparte tarda ad entrare in azione attendendo l'appoggio di Piré invischiato
nell'insidioso bosco di Bossu con la sua cavalleria leggera.
Alle 16.00 l'inerzia della battaglia sembra volgere a favore degli alleati anche
perchè dalla strada per Bruxelles spunta la divisione di Picton: settemila uomini ben
addestrati e otto cannoni, guidati dal Duca di Ferro - Wellington - in persona mentre
dietro di loro già si scorgono gli stendardi della divisione di Alten: altri cinquemila
alleati e otto cannoni.
Lord Wellington non perde tempo e vedendo che sulla destra la divisione olandese di Perponcher
mantiene la posizione, anche per la scarsa intraprendenza di Gerolamo Bonaparte e Piré,
invia Picton ed i suoi, appena arrivati sul campo, a rinforzare le difese di Quatre Bras:
una divisione di fanteria linea britannica ed una di Hannover si dispiegano tra la
cittadina e il bosco di Bossu. Nel frattempo la divisione di Alten, arrivata a Banteriez,
riceve ordine di dirigersi ad ovest di Quatre Bras in modo da formare l'ala sinistra dello
schieramento alleato in sostituzione della fanteria di Brunswick ormai decimata. E non è
certo troppo presto: i soldati del ducato di Brunswick, senza più l'appoggio della
cavalleria e senza artiglieria si difendono magnificamente ormai da ore e sono stremati. I
francesi sono stati respinti ancora una volta ma a costo di gravissime perdite.
La riscossa francese inizia quando finalmente Piré riesce a schierare la sua
cavalleria in campo aperto. La manovra coglie impreparato Perponcher: i lancieri si
scagliano in più riprese contro la fanteria di Nassau appoggiati dalle truppe di Gerolamo
Bonaparte. La manovra è un perfetto esempio di attacco coordinato di fanteria, cavalleria
ed artiglieria: mentre la linea francese impegna gli avversari sottoponendoli ad un fuoco
micidiale i cavalleggeri caricano il fianco nemico seminando morte e distruzione. Più a
nord i cacciatori a cavallo imperversano alle spalle dello schieramento alleato
travolgendo una colonna di landwher di Hannover che, presa dal panico, si disintegra sotto
i colpi delle sciabole francesi.
Sul lato opposto Kellermann, superato l'ostacolo del torrente, si lancia sulle colonne
di Alten ancora impreparate: i carabinieri a cavallo, splendidi alla luce del sole che
tramonta, sono inarrestabili, sciabolando si aprono la strada attraverso le schiere
alleate con impeto irrefrenabile arrivando sino ai sobborghi di Banteriez. Per Wellington
è un duro colpo: ora i francesi controllano l'unica via di salvezza per le stremate
truppe alleate.
Il sistema difensivo inglese è al collasso. L'attacco francese a Quatre Bras, ripreso con rinnovato impeto, travolge le brigate di Picton; il duca di Brunswick è praticamente circondato ed i corazzieri di
Kellermann imperversano nella piana tra Quatre Bras e Banteriez. Wellington non ha altra
scelta che quella di ordinare una rapida ritirata prima che le ali francesi chiudano ogni
via di scampo: Quatre Bras è ormai persa!
Dopo ore di disperata resistenza le truppe alleate cedono di schianto e la ritirata si
trasforma in una fuga precipitosa e disordinata. Nel disastro generale solo il duca di
Brunswick abbandona la cittadina tanto tenacemente difesa ripiegando ordinatamente con i
suoi ultimi fanti senza essre molestato dal nemico: i francesi concedono l'onore delle
armi a soldati così fieri e coraggiosi.
Gli alleati lasciano sul campo 5.700 tra morti e feriti abbandonando, per di più, 32
cannoni ma in realtà le perdite per Wellington sono più gravi: tra dispersi, sbandati e
prigionieri mancano all'appello altri 11.000 soldati. Dei 22.640 uomini impegnati nello
scontro solo seimila riusciranno a ritirarsi in ordine verso Bruxelles. Considerata
l'importanza strategica del crocevia conquistato le perdite francesi sono irrilevanti:
3.700 i morti ed i feriti (in realtà il quartier generale francese ne ammetterà solo
1.200) ed ottocento i dispersi. Per Ney è un vero, grande, successo.
Le foto
Le foto della battaglia giocata presso Alter Ego le potete trovare tra gli
album fotografici della
Lu(ri)doteca all'indirizzo
http://it.photos.yahoo.com/gualty61