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Piraumont

Le forze in campo | Gli obiettivi | Gli schieramenti | La prima fase | La riscossa alleata | L'epilogo | Ordine di battaglia

Piraumont - 15 giugno 1815

Scenario di fantasia giocato il 25 di agosto 2001 in dieci turni: 16.00 - 20.00.

  • Maresciallo dell’Impero Ney (Francia): Stefano Mazzi
  • Generale Conte di Reille (Francia): Andrea Locarini
  • Principe d’Orange (alleati): Gualtiero Grassucci

Il terreno

Nel pomeriggio del quindici giugno 1815 l’avanguardia dell’ala sinistra dell’Armeé du Nord avanzava sino a pochi chilometri dall’importante crocevia di Quatre Bras occupando la zona a ridosso della cascina di Piraumont e schierandosi in direzione nord-sud in modo da appoggiare il proprio fianco destro allo stagno situato poco a settentrione della casa colonica.

Ad ovest dello schieramento francese una ondulata pianura coltivata a grano e sormontata da una bassa collina sulla quale sorgeva il cascinale di Gemioncourt e dove era attestato il Principe d’Orange con il primo corpo d’armata alleato.

Le forze in campo

Ney aveva ordinato al conte di Reille, con il secondo corpo d’armata, di presidiare la zona circostante la grande fattoria di Piraumont. Reille aveva a disposizione due divisioni di fanteria:

  • la sesta, agli ordini di Girolamo (Jerome) Bonaparte, che comprendeva ben due reggimenti di fanteria leggera, 4° e 11° léger;
  • la nona, comandata dall’eccellente Foy.

La fanteria era spalleggiata dalla seconda divisione di cavalleria guidata da Pirè e da tre batterie di artiglieria. In tutto 11.000 fanti, 2000 cavalieri e 24 cannoni. Inoltre Ney aveva ai suoi ordini diretti Héritier con la dodicesima divisione di cavalleria (altri 1280 cavalieri ed una batteria ippotrainata). Il totale era, quindi, di circa 15.000 uomini e 32 pezzi di artiglieria.

Dalla parte opposta il Principe d’Orange disponeva di tre divisioni:

  • la quinta, comandata dall’esperto Picton, forte di una batteria di artiglieria ippotrainata, una di obici e 7.680 fanti tra i quali c’erano soldati della gloriosa Black Watch, il 42° reggimento di fanteria di linea scozzese;
  • la terza, agli ordini di Charles Alten, con 4.320 fanti ed otto cannoni da nove libbre;
  • il corpo del Duca di Brunswick, la Legione Nera, che contava 5.760 fanti, non tutti adeguatamente addestrati, e circa mille cavalleggeri appoggiati da una batteria da nove libbre.

Ranocchietto, come era soprannominato il Principe per il suo aspetto, poteva contare, quindi, su quasi 20.000 effettivi e 24 pezzi di artiglieria.

Inferiori numericamente i francesi potevano però contare sulla superiorità di cavalleria e di artiglieria sia nel numero che in efficacia. Tra l’altro le truppe di Ney erano piuttosto omogenee come qualità, addestramento ed equipaggiamento mentre gli alleati erano decisamente più eterogenei: ai magnifici soldati del 95° Rifles, agli ordini di Alten, si affiancavano le truppe di Brunswick, tutt’altro che affidabili.

Gli obiettivi

Lo scopo principale dei francesi era quello di consolidare la propria posizione a sud di Quatre Bras in vista dell’offensiva prevista per il giorno seguente, magari sloggiando inglesi e tedeschi dalle loro posizioni sulla collina.

L’erede della casa d’Olanda, invece, resosi conto della posizione precaria, aveva intenzione di conquistare la cascina di Piraumont e fortificarla durante la notte in modo da farla diventare il perno dello schieramento difensivo alleato prima dell’arrivo del grosso dei francesi previsto per il giorno successivo.

Gli schieramenti

Il maresciallo NeyNey (qui accanto in un ritratto di un contemporaneo) aveva scelto bene il terreno su cui attestarsi: lo stagno alla sua destra e il bosco sulla sinistra rendevano poco agevole un eventuale tentativo di aggiramento della propria linea difensiva.

La divisione di Foy, con una batteria da 12 libbre, era sistemata alla sinistra dello schieramento, occupando la fattoria ed i suoi immediati dintorni; quella di Girolamo Bonaparte era attestata tra lo stagno ed il cascinale sostenuta da sedici pezzi di artiglieria. A fungere da cerniera i lancieri ed i cacciatori a cavallo di Piré mentre i corazzieri di Héritier formavano l’ala destra, pronti a scompaginare le file avversarie ai primi segni di cedimento.

Davanti a questo schieramento il piano alleato era semplice: il Duca di Brunswick avrebbe dovuto impegnare il centro e la destra della linea francese quanto più possibile, mentre la divisione di Alten, spalleggiata sulla propria sinistra da Picton, avrebbe puntato direttamente su Piraumont. Una volta conquistato il cascinale Picton avrebbe eseguito una conversione verso nord aggirando i francesi da destra.

La prima fase

Il piano inglese dipendeva essenzialmente dalla rapidità con cui Alten avrebbe sopraffatto il fianco sinistro francese. Per questo, non appena schierate le truppe alleate, il generale inglese ordinò alle due brigate sotto il suo comando di avanzare verso Piraumot tentando di aggirarlo tenendosi sulla destra. Nello stesso tempo Picton con i suoi ottomila uomini abbandonava le posizioni sulla collina portandosi a sostegno del collega: gli inglesi ed i loro alleati stavano tentando un aggiramento in massa dell’ala sinistra francese. Sulle prime la manovra sembrò riuscire. Héritier, all’estrema destra dello schieramento francese, si trovò troppo lontano dal centro dello scontro e la gran parte dell’artiglieria di Girolamo Bonaparte era temporaneamente fuori gioco.

Ney intuì il rischio, mortale, che stava correndo e, prontamente, ordinò a Bonaparte di utilizzare la riserva per impegnare Picton che avanzava al centro, sostenendo questo attacco con i lancieri di Piré, e di avanzare senza indugi verso la legione di Brunswick mentre era ancora in movimento.

Schieramento iniziale e principali direttive di attaccoI combattimenti furono subito violenti: i francesi difendevano Piraumont con tenacia e più volte la fanteria di Alten fu costretta ad interrompere la propria avanzata per riorganizzarsi. Anche al centro l’avanguardia di Picton, tempestata dall’artiglieria nemica, fu costretta a retrocedere, coraggiosamente sostituita dagli scozzesi del 42° e 92° Highlander.

Molto peggio andava sulla sinistra dello schieramento alleato dove gli Jager (cacciatori) di Brunswick si trovarono esposti ad un terrificante fuoco incrociato di due batterie di artiglieria pesante e della fanteria leggera del 4° ed 11° léger; le salve di moschetto e le palle di cannone aprivano larghi vuoti nelle file dei tedeschi scompaginandole: per quasi un’ora la confusione creata dal fuoco nemico impedì il ripiegamento su posizioni meno esposte.

Per consentire ai compagni di sganciarsi gli ussari di Brunswick caricarono il centro dello schieramento francese ma, con grande abilità, gli ufficiali francesi fecero quadrato con i propri uomini innalzando un muro di fuoco e di baionette. In un attimo i cavalleggeri furono respinti lasciando sul campo trecento uomini.

La reazione francese fu immediata e micidiale. Una carica di lancieri costrinse alla rotta una delle brigate di fanteria di linea di Picton che in un solo scontro perse un quarto degli effettivi. Sul fianco destro i corazzieri di Héritier facevano strage della fanteria tedesca, sfondavano completamente le linee nemiche e si avventavano prima sulla cavalleria già provata dagli scontri precedenti poi, proseguendo la loro inarrestabile corsa, falciavano la fanteria di Brunswick in fuga per terminare il loro mortale assalto straziando la brigata di Picton che si era rifugiata nelle retrovie per riorganizzarsi. In meno di mezz’ora gli alleati avevano visto distrutto il loro fianco sinistro e dispersa un’intera brigata di fanteria ed una di cavalleria grazie alla coraggiosa impresa dei corazzieri francesi. Dopo due ore di battaglia Ney sembrava dominare il campo.

La riscossa alleata

Situazione finale e direzioni di fuga dei francesiLa situazione per gli alleati era disastrosa ma c’era ancora una speranza. Picton ed Alten, contemporaneamente, si misero alla testa dei propri uomini, infondendo loro nuovo coraggio, e si lanciarono avanti, sostenuti da un preciso fuoco di artiglieria (le batterie inglesi, in quel frangente, manovrarono in maniera mirabile, trovandosi, nel momento cruciale della battaglia, a ridosso del nemico e con la linea di tiro sgombra).

Mentre gli Highlander schermavano il fuoco avversario la fanteria di linea inglese rinnovò l’assalto alla cascina di Piraumont e questa volta con feroce determinazione. La cavalleria francese, subite perdite terrificanti per il fuoco congiunto dei pezzi da nove e di moschetto, fu costretta alla fuga abbandonando i fanti, in disordine e scoraggiati, in balia delle baionette inglesi. In un’ora ben quattro reggimenti di fanteria di linea francesi si diedero alla fuga mentre Alten e Picton erano ormai a ridosso dell’ambita fattoria.

Sull’altro lato il Duca di Brunswick guidò personalmente l’unico reggimento superstite contro la fanteria d’elite di Girolamo Bonaparte. Con una magistrale manovra combinata di fanteria e di artiglieria i soldati tedeschi sparsero il terrore tra le file nemiche costringendo i francesi ad una fuga precipitosa abbandonando, tra l’altro, otto pezzi di artiglieria. Lo stesso Ney, intervenuto di persona nel combattimento, fu gravemente ferito e salvato dai suoi soldati in fuga.

L’epilogo

L'inerzia era ormai nettamente a favore degli alleati. Le truppe di Brunswick rastrellarono la zona più settentrionale del campo di battaglia catturando due batterie di artiglieria con tutte le munizioni.

Al centro l’attacco di Picton, disperse le ultime resistenze francesi, distrusse la cavalleria nemica (ferendo, tra l’altro, in modo grave lo stesso Piré che la comandava). Unica tra i francesi a ritirarsi in buon ordine la cavalleria di Héritier: pur sottoposti ad un micidiale fuoco di moschetteria i corazzieri, riuscirono a tornare dalle retrovie alleate dove si erano trovati catapultati dopo la furibonda carica ritratta nel quadro mostrato qui accanto.

La battaglia infuriava ormai solo attorno alla fattoria tanto contesa. Il cascinale era sottoposto ad un terribile fuoco di artiglieria e di obici sui fianchi mentre l’intera divisione di Alten spazzava via gli ultimi difensori. Lo stesso generale Foy, coraggiosamente in prima linea, perdeva la vita nello scontro.

I francesi, al sopraggiungere della sera, lasciavano sul campo quasi 11.000 uomini tra morti, feriti e sbandati ma soprattutto abbandonavano tutta la propria artiglieria e perdevano ben due generali ed un maresciallo. Gli alleati conseguivano una smagliante vittoria, rimanevano assoluti padroni della piana pur pagando un prezzo molto salato: 7.000 soldati mancavano all’appello (anche in questo caso comprendendo i deceduti, i feriti e gli sbandati); di questi più di quattromila appartenenti alla Legione del Duca di Brunswick.

Ordine di battaglia

Armeé du Nord: Ala Sinistra

  • AdN: Ney 10”E(10)+3 [5M]
    • II: Reille 9"E(5)+2
      • 6: J. Bonaparte 3"A(4)+0 (6° divisione)
        • 1B/6/II: 24 FrLT (4° e 11° Leggero)
        • 2B/6/II: 16 FrLN
        • 3B/6/II: 16 FrLN
      • 9: Foy 4"E(8)+2 (9° divisione)
        • 1B/9/II: 20 FrLN
        • 2B/9/II: 16 FrLN
      • C: Piré 3"A(5)+0 (2° Divisione di Cavalleria)
        • 1B/C/II: 12 FrLC
        • 2B/C/II: 12 FrLC           (5° e 6° Lancieri)
      • II: Fr12#                  (Artiglieria a Piedi)
      • II: Fr12#                  (Artiglieria a Piedi)
      • II: Fr8#                    (Artiglieria a Piedi)
  • IIIC: Héritier 4"G(6)+1 (12° Divisione di Cavalleria)
    • 1B/IIIC: 16 FrHC     (2° e 8° Corazzieri)
    • IIIC: Fr6#

Esercito dei Paesi Bassi: I Corpo d’Armata

  • I: Orange 8"G(10)+0 [5M]
    • 5: Picton 5"E(8)+2 (5° divisione
      • 5B/5/I: 24 HnLN
      • 8B/5/I: 20 BrLN
      • 9B/5/I: 20 BrHI      (42° - Black Watch - e 92° Highlander)
      • 5/I: HFA
      • 5/I: Br6#                 (Artiglieria a cavallo)
    • 3: Alten 4"G(6)+1 (3° Divisione)
      • 1B/3/I: 20 BrLN      (30°, 33°, 69° di linea e 73° Highlander)
      • 2B/3/I: 16 BrLT      (95° Rifles?)
      • I: Br9#
    • B: Brunswick 3"G(7)+1 Corpo del Duca di Brunswick (Black Legion)
      • 1B/B/R: 28 BwLT
      • 2B/B/R: 20 BwLN
      • 3B/B/R: 12 BwLC   (Ussari più uno squadrone di Ulani)
      • B: Bw9#

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A cura di Gualtiero Grassucci