Les amateurs et les secrets

Un’avventura nella Parigi del 1630 giocata con de cape et d’épée (regolamento skirmish della Lu(ri)doteca) e basta sullo scenario Les amateurs et les secrets.
L’avventura è finita in tragedia per Aramis (e per Athos che lo spalleggiava). Mentre tentava, con successo per’altro, di liberarsi di Rochefort e delle guardie del Cardinale, il suo rivale in amore, il marchese de la Tour, poteva rovistare indisturbato intorno alla locanda del Gufo Rosso e trovare un fazzoletto ricamato e una lettera, chiare prove del tradimento della moglie. La tresca tra Aramis e la signora de la Tour ormai non può essere più tenuta nascosta.
Molto meglio è andata a d’Artagnan: grazie all’aiuto del fido amico Porthos è riuscito a incontrare il messo dell’elettore di Baviera e abbandonare il campo con il messaggio per il re. Purtroppo il valletto Blanchet, compagno di tante avventure, è rimasto sul campo, vittima della ragion di stato e dei proiettili delle guardie di Richelieu.
Dal punto di vista tattico, magistrale la gestione degli eventi dell’infido marchese de la Tour che prima ha finto di impegnarsi in un combattimento corpo a corpo con i moschettieri di monsieur de Treville, chiamando a se Rochefort e le guardie che lo accompagnavano per poi abbandonarli e sguinzagliare gli sgherri assoldati alla ricerca di prove del tradimento!
Bella partita!

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