Trafalgar – Lu(ri)doteca

Categoria: Trafalgar

Signal Close Action – nuove schede disponibili

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Di recente abbiamo aggiornato le schede preparandone una versione più piccola (63x88mm, le misure per incollare le schede su una normale carta da gioco, sul fronte le caratteristiche della nave, sul retro gli ordini). Tutto questo per facilitare il gioco e in un certo senso adattare le dimensioni delle schede a quelle delle navi in scala 1:3000 che stiamo usando adesso. Potete scaricare le schede generiche qui:

Le nuove schede formata carta da gioco (a sinistra il fronte di una generica nave francese, a destra il retro)

Lo scenario per la battaglia di Trafalgar è ora completato dalle schede nel nuovo formato 63x58mm (una carta da gioco) per la flotta combinata franco-spagnola (completa) e per la flotta britannica completa.

Modelli Rod Langton in vendita

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Lo spazio è tiranno. In modo particolare lo spazio in cantina. A causa di questa carenza di spazio sono in vendita 22 modelli di vascelli napoleonici Rod Langton – www.rodlangton.com – montati e dipinti, con sartie e attrezzature. Al prezzo (e al cambio) corrente sono circa 270 euro solo per il modello di nave e relativa velatura (senza contare le basi e le attrezzature). Vendo a 600 euro in blocco. Vuol dire circa 27 euro a modello.

Ogni nave è imbasettata su basetta in poliver trasparente (1mm di spessore) ma è incollata con colla vinilica, quindi si può staccare dalla base con facilità. Aggiungo le basi originali Rod Langton per ogni vascello, già dipinte.
Spedirle è un po’ complicato, posso informarmi. Però saremo a San Marino in occasione di Dadi.com …

Alcune foto si possono vedere qui:

Quelo che segue è ‘elenco dei modelli in vendita (nell’ordine: il codice del modello, la descrizione così come appare sul sito Rod Langton – www.rodlangton.com e la nazionalità della nave):

  • NB1 74 gun common Inghilterra
  • NB2 74 gun common at quarters Inghilterra
  • NB2 74 gun common at quarters Inghilterra
  • NB3 74 gun Middling Inghilterra
  • NB4 74 gun Middling at quarters Inghilterra
  • NB16 36 gun frigate Inghilterra
  • NB22 Royal Sovereign Inghilterra
  • NB25 50 gun (2-deck) Inghilterra
  • NB31 Windsor Castle (98) Inghilterra
  • NB44 Indefatigable (razee’d 64) Inghilterra
  • NF1 64 gun Francia
  • NF1 64 gun Francia
  • NF4 74 gun at quarters Francia
  • NF5 80 gun Francia
  • NF10 120 gun at quarters Francia
  • NS2 64 gun at quarters Spagna
  • NS4 74 gun at quarters Spagna
  • NS4 74 gun at quarters Spagna
  • NS10 112 gun at quarters Spagna
  • NS12 Santissima Trinidad (140) at quarters Spagna
  • NS18 32 gun xebec frigate (Lateen) Spagna
  • SL1 Ship sloop AA (at anchor) Francia

Trafalgar, III parte: lo scenario

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L’ultimo trionfo della vela

La campagna navale del 1805 – 2. la battaglia di Trafalgar

La battaglia di Trafalgar è unica nel suo genere, ultima grande battaglia dell’epoca della vela, fu cercata con tenacia e decisione dalla flotta inglese e dai suoi ammiragli per mesi interi certi che del risultato. D’altro canto fu accettata dal loro principale avversario, l’ammiraglio francese Villeneuve, e dai suoi marinai, come una fatalità a cui tentarono di sottrarsi inutilmente. Fu combattuta con coraggio da entrambi ma la sconfitta degli alleati franco-spagnoli appariva certa agli stessi protagonisti fin dalla primavera del 1805.

Da scaricare in formato PDF: Schede Alleati, Schede Inghilterra, Schede – retro

Il prologo alla battaglia

Al rientro della flotta combinata a Cadice nell’agosto del 1805 Napoleone aveva già deciso di rinunciare all’invasione dell’Inghilterra. I nuovi ordini per la flotta combinata prevedevano che le navi si portassero prima a Napoli e poi a Tolone attaccando il nemico ovunque sia in inferiorità. Nel frattempo Napoleone aveva già in mente di sostituire Villeneuve accusandolo di inerzia e di codardia per non aver avuto il coraggio di affrontare il nemico.

Dopo un primo tentativo il 19 ottobre, la flotta franco-spagnola uscì dalla rada il 20, con molti tra marinai ed ufficiali consci di andare verso uno scontro da cui era impossibile uscire vincitori. Inizialmente gli alleati si diressero verso sud-est, con l’intenzione di passare lo stretto di Gibilterra ed entrare nel Mediterraneo, seguiti da presso dalle fregate della flotta inglese. Per tutta la notte le due squadre avanzarono affiancate nel buio senza avvistarsi.

La mattina successiva la fregata Hermione avvistò la flotta britannica e comunicò all’ammiraglia la consistenza dello schieramento nemico: 27 navi di linea. Villeneuve, forte di 33 vascelli, forse sorprendendo i suoi stessi sottoposti, decise di accettare lo scontro ordinando a tutte le navi di invertire la rotta e di prepararsi alla battaglia. La manovra, compiuta con una leggera brezza, richiese ore per essere eseguita. Al termine la disposizione dei velieri era esattamente l’opposto: chi era all’avanguardia ora si trovava in coda alla linea mentre l’ammiraglio Dumanoir, al momento della partenza in retroguardia, apriva ora lo schieramento.

La flotta inglese fu disposta da Nelson su due linee con l’intento di sfruttare il favorevole vento occidentale per navigare perpendicolarmente alla linea avversaria ed attraversarla scompaginandola: il tocco di Nelson!

Le squadre

Alleati

La flotta alleata franco-spagnola

Inghilterra

Squadra inglese a Trafalgar

La battaglia

Nelson suddivise le navi della flotta inglese in due colonne, una sopravvento, guidata da lui stesso a bordo della Victory; l’altra sottovento, al comando dell’ammiraglio Colligwood a bordo della Royal Sovereign. La Victory espose il segnale che entrò nella storia: England expects that every man will do his duty (L’Inghilterra si aspetta che ogni uomo farà il proprio dovere) e si diresse verso la Santissima Trinidad, Nelson era convinto, infatti, che quella fosse l’ammiraglia nemica. Poco dopo l’ammiraglio Villeneuve innalzò la propria insegna sulla Bucentaure e la Victory deviò leggermente per incunearsi tra la prua della Redoutable e la poppa della Bucentaure, nel tentativo di prendere di infilata proprio quest’ultima.

Fu la Royal Sovereign, ad essere impegnata per prima dal nemico, la nave inglese veleggiò decisa verso l’intervallo tra la Santa Ana e la Fougueux. Il veliero francese tirò per primo, più volte, senza riuscire a fermare la possente 100 cannoni avversaria. Poco dopo entrò in azione anche la linea sopravvento.

La tattica di Nelson funzionò alla perfezione, la linea alleata fu spezzata in tre tronconi dalle navi britanniche con l’avanguardia, al comando dell’ammiraglio Dumanoir, che non seppe, o non volle, invertire la rotta celermente in modo da soccorrere il resto della flotta. In questo modo gli inglesi si erano creati una situazione di superiorità numerica ed in favore di vento. Le navi alleate, per potersi difendere, non potevano dirigersi verso il nemico, controvento, ma solo continuare dritte o, peggio, poggiare verso la costa offrendo la poppa al nemico.

Il combattimento era senza speranza, una ad una le navi francesi e spagnole, molte delle quali si batterono coraggiosamente, furono costrette ad ammainare la bandiera impossibilitate a continuare il combattimento per le elevate perdite subite. Alle 16.30 circa l’Achille, duramente colpita da Swiftsure e Polyphemus, esplose segnando, in un certo senso, la fine della battaglia.

I francesi persero otto navi affondate o catturate lo stesso giorno della battaglia, gli spagnoli ben dieci. Una tempesta che imperversò al largo della costa spagnola nei giorni seguenti ed un maldestro tentativo alleato di riconquistare alcune delle navi perdute provocò la perdita di altri cinque vascelli francesi e due spagnoli, per un totale di 22 su 33 schierate in battaglia. Per contro gli inglesi non persero nessuna nave.

In pratica Trafalgar cancellò la potenza navale francese e spagnola e segnò l’inizio di un predominio britannico sul mare che sarebbe durato per più di un secolo. L’invasione dell’Inghilterra era adesso impossibile, la flotta inglese aveva costretto gli eserciti napoleonici sul continente! Fu anche l’ultima grande battaglia navale a vela e, paradossalmente, anche l’ultima, ed unica, applicazione della tattica di attraversare la linea avversaria.

Fonti

  • Autori vari – The Trafalgar Companion – 2005, Osprey Publishing
  • Chandler, D. – Le campagne di Napoleone, Vol. I – 1992, BUR
  • Chartrand, R. – Napoleon’s sea soldiers – 1990, Osprey Publishing
  • Coleman, T. – Nelson, l’uomo che sconfisse Napoleone – 2003, Mondatori
  • Haythornthwaite, P. – Nelson’s Navy – 1993, Osprey Publishing
  • Martinelli, R. (a cura di) – Il volo delle Aquile – 2007, Ministero per I Beni e le Attività culturali
  • O’Neill, R.; O’Brian, P. – Navy – 2003, Salamandre Book
  • Zatterin, M. – Trafalgar, la battaglia che fermò Napoleone – 2005, Rizzoli.

Trafalgar, II parte: Condizioni di vittoria

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Il regolamento Signal Close Action, pur completo e facile da apprendere soprattutto nella sua versione Fast Play, non prevede condizioni di vittoria. In altre parole, i giocatori possono continuare a combattere fino all’ultimo uomo dell’ultima nave (piuttosto irrealistico, ovviamente), con il risultato che spesso sono i giocatori di una parte che a un certo punto della partita si arrendono considerando impossibile continuare la lotta.

Qui di seguito si suggerisce un possibile meccanismo per decidere quando una delle due flotte coinvolte nella battaglia è costretta a interrompere il combattimento per cercare di salvare il salvabile. Questo meccanismo sarà usato nella ricostruzione della battaglia di Trafalgar del prossimo ottobre.

Morale della flotta

Il morale della flotta misura l’efficacia dell’intera flotta e la sua capacità di continuare a combattere, è calcolato all’inizio della partita sommando algebricamente il punteggio di ciascuna nave e il morale di tutti gli equipaggi e prendendo il 40% di questa cifra (arrotondare per eccesso).

Nel corso della battaglia il morale si aggiorna via via in seguito ai successi e agli insuccessi delle navi della flotta. Si possono utilizzare segnalini di tipo qualsiasi per tenere conto del morale della flotta, meglio se contenuti all’interno di un contenitore opaco per nasconderlo al nemico.

Per la precisione, nel corso della partita il morale della flotta si aggiorna ogni qualvolta:

  • una nave della flotta è costretta al test del morale, il morale della flotta è diminuito di 1 (si toglie un segnalino dal totale);
  • una nave della flotta si arrende o è catturata dal nemico, si sottrae al morale della flotta il punteggio della nave (si toglie un numero di segnalini pari al punteggio della nave);
  • una nave della flotta affonda o esplode, si sottrae al morale della flotta il doppio del punteggio della nave (si toglie un numero di segnalini pari al doppio del punteggio);
  • una nave nemica è catturata e portata in salvo fuori dal tavolo di gioco oppure è affondata o, ancora, esplode, si aggiunge al morale della flotta metà del punteggio della nave arrotondato per eccesso (e si aggiunge un numero di segnalini pari alla metà del valore della nave catturata o affondata).

Se in un qualsiasi momento il morale della flotta raggiunge il valore zero (o meno) allora l’intera flotta ha un cedimento del morale, tutte le navi in grado di farlo devono manovrare per cercare di raggiungere il bordo del tavolo e fuggire quanto prima possibile. Se una nave della flotta che ha avuto un cedimento del morale raggiunge il bordo del tavolo non si spostano tutte le navi per consentire di proseguire il gioco come di consueto ma al contrario la nave è considerata in salvo e rimossa dal gioco.

In ogni caso la flotta che ha un cedimento del morale per prima è considerata sconfitta.

Capo Finsterre
La linea inglese nella battaglia di capo Finisterre (dallo scenario presentato a Dadi.com 07 dalla Lu(ri)doteca). I modelli delle navi sono in scala 1:1200 di Rod Langton.

Trafalgar: un progetto

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La ricostruzione di Trafalgar nel 210° anniversario della battaglia

Questa volta invece che del racconto di un’attività si tratta di un annuncio, di un progetto: la ricostruzione della battaglia di Trafalgar con sessanta vascelli di linea, tutti quelli che presero parte allo scontro, in scala 1:3000 con i modelli della Forged In Battle su un tavolo che, presumibilmente, sarà di tre metri per due! La scelta di rinunciare alla classica scala 1:1200, con la quale abbiamo già realizzato parte di Trafalgar e capo Finisterre negli anni passati, è per certi versi obbligata se si vuole giocare l’intera battaglia. In scala 1:1200 i trenta vascelli franco-spagnoli in linea richiederebbero almeno quattro metri di tavolo di gioco (solo per sistemare i modelli sul tavolo)!

Abbiamo intenzione di giocare la simulazione in prossimità proprio dell’anniversario, il prossimo ottobre, nella prima settimana del mese.

Le navi di terza classe britanniche Ajax e Leviathan
Le navi di terza classe britanniche Ajax e Leviathan in scala 1:3000 già realizzate

Il regolamento

Da anni giochiamo Signal Close Action nella versione ibrida della Lu(ri)doteca (il Fast Play con l’aggiunta di alcune regole del fratello maggiore) ma l’idea è di usare l’estate per qualche test di regolamenti differenti. Le prove di Kiss Me Hardy, dei Too Fat Lardies non hanno riscosso un eccessivo entusiasmo in associazione quindi siamo alla ricerca di qualcosa di diverso. Vedremo nei prossimi mesi.

L’articolo

In occasione dello scenario presentato a Dadi.com 2007 fu pubblicato un articolo su Dadi e Piombo n. 32 che potete leggere seguendo questo collegamento. Racconta la campagna dell’estate del 1805 e le due battaglie di capo Finisterre e di capo Trafalgar e riporta gli scenari per Signal Close Action.

Qualche foto dello scenario presentato a Dadi.com si possono vedere qui (le foto sono di Isabella Grassucci), mentre seguendo quest’altro collegamento si trovano le foto della simulazione di una parte di Trafalgar giocata a Latina nel 2007. In entrambi i casi le navi erano in scala 1:1200 di Rod Langton.